IL TRATTAMENTO CONSERVATIVO

Il trattamento del piede piatto varia a secondo dell’età del bambino. Fino ai 3 anni di vita non necessita di alcun provvedimento, essendo questo un piede piatto fisiologico. Dai 3 anni di vita, in presenza di un piede piatto, bisogna intraprendere un trattamento che sarà inizialmente di tipo conservativo, con l’ausilio di plantari e ginnastica propriocettiva. Solo dopo 8-9 anni di vita, qualora non ci siano stati miglioramenti con il trattamento conservativo, si può pensare ad un trattamento di tipo chirurgico.

IL PLANTARE

Il plantare è una ortesi che si posiziona all’interno della calzatura per conferire una correzione meccanica al piede durante la deambulazione. Esistono diverse tipologie di plantare e diversi materiali (schiuma, sughero, etc.). Naturalmente la scelta della tipologia del plantare e del materiale deve essere effettuata dall’ortopedico pediatrico in base alle caratteristiche del piede del bambino. Per un buon risultato oltre alla corretta indicazione dell’ortopedico, gioca un ruolo importante anche la realizzazione da parte del tecnico ortopedico (si consiglia la misura con impronta su calco). Il plantare potrà essere inserito in una calzatura del commercio, è ormai opinione consolidata che per una buona maturazione ossea e muscolare del piede siano necessarie calzature morbide e flessibili. Per tale ragione nel trattamento del piede piatto, a differenza di quanto fatto fino a qualche decennio fa, è sconsigliata una calzatura di tipo ortopedico.

Il plantare è consigliato dai 3 anni di vita fino ai 6-8 anni: oltre tale età il piede del bambino ha una strutturazione ossea tale da far sì che il plantare non possa più compiere un’azione correttiva sul piede. Dopo i 7-8 anni l’uso del plantare ha un significato prevalentemente palliativo per lenire l’eventuale sintomatologia dolorosa del bambino.